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Lapponia, Norvegia · Viaggi On The Road

Norvegia in estate, dalle Lofoten a Capo Nord

7 Dic 2024 · 10 min di lettura

Dieci giorni nel Nord della Norvegia, tra Lofoten, Senja, Tromsø e Capo Nord. Trekking, panorami, sole di mezzanotte.

Dove siamo sulla mappa?

Oggi ti porto in un itinerario di dieci giorni nel nord della Norvegia, dalle isole più famose del Paese fino al punto più settentrionale d’Europa.

Per viaggiare qui basta la carta d’identità: la Norvegia non fa parte dell’Unione Europea, ma rientra nell’area Schengen, quindi niente passaporto.

Le Lofoten sono un arcipelago di sei isole, poco popolate, con fiordi che ti tolgono il fiato e un mare trasparente che non ti aspetti a queste latitudini. Per chi ama camminare, è una delle zone più belle d’Europa.

Senja, invece, è un’isola molto meno battuta dal turismo, ma di una bellezza incredibile. Si raggiunge in poco tempo dalle Lofoten, via terra o via mare.

Capo Nord, infine, è una di quelle mete che vivi più come una conquista che come un punto sulla mappa. Arrivarci ha un suo peso simbolico, e lo senti.

Ecco come abbiamo costruito il nostro on the road nel nord della Norvegia.

Isole Lofoten

Si parte da Bodø, dove si atterra con un volo da Oslo. Bodø in sé offre poco al viaggiatore, ma è il punto di partenza dei traghetti per Moskenes, il porto principale delle Lofoten. La compagnia si chiama Torghatten e i biglietti si comprano sul loro sito. Un consiglio: presentati al porto con un po’ di anticipo, perché online viene venduto solo il 50% della capacità. Anche se sul sito risulta tutto esaurito, arrivando in tempo è probabile trovare posto.

La tratta Bodø–Moskenes dura circa quattro ore e ti conviene prepararti al mal di mare. Fidati di una che il mare lo conosce (sono di Genova): un mare così agitato non lo avevo mai visto. Quasi tutti i passeggeri hanno sofferto durante la traversata, quindi metti in valigia delle pastiglie per la nausea, magari avessi avuto questo consiglio prima di partire.

Il primo stop è Å

Å è il paese con il nome più corto del mondo: un piccolo villaggio di pescatori con le classiche casette rosse arroccate fra le montagne a picco sul mare. È minuscolo, sembra quasi un museo a cielo aperto, e in effetti diversi edifici fanno parte del Museo dello Stoccafisso. Io non l’ho visitato perché mi è sembrato un po’ una trovata turistica, ma se il tema ti interessa può valere la pena.

Da non perdere, invece, la Bakery del 1878: dolci e salati a prezzi norvegesi, ma la qualità è ottima.

Per dormire ti consiglio una delle casette dei pescatori dell’Å Rorbuer. Se arrivi con l’ultimo traghetto e hanno ancora camere libere, a fine giornata puoi spuntare un ottimo prezzo: a noi è capitato uno sconto da 8000 a 2000 corone.

Casette rosse dei pescatori delle Lofoten a picco sul mare
Fiordo delle Lofoten con fiori rosa

Reine e il Reinebringen

Riprendiamo la macchina e proseguiamo verso nord, passando per Reine, un altro panorama iconico delle Lofoten. Oltre alle solite casette rosse incastonate sotto montagne che sembrano monoliti, qui si può affrontare il Reinebringen: una scalata ripidissima di 500 metri, con diversi tratti a strapiombo. Non ho consigli di prima mano da darti, perché soffro di vertigini e ho preferito evitare. Mi è andata bene: nei giorni successivi mi hanno raccontato che all’inizio del sentiero c’è una persona dedicata ad avvisare i viaggiatori sulla pericolosità del percorso.

Proseguendo verso nord ci fermiamo per la notte al Lofoten Beach Camp, dove piantiamo la tenda accanto alla macchina per 36 euro. Il campeggio si affaccia su una spiaggia bellissima e ha cucina condivisa, area tavoli comune, bagni con docce a pagamento e una lavanderia con lavatrice e asciugatrice. C’è anche una sauna con vista mare prenotabile online e un ristorante-caffè molto accogliente.

Lì vicino c’è la Rambergstranda Beach, che merita una sosta panoramica se passi di lì.

Måtind

L’ultima tappa nelle Lofoten è Andenes. A 25 minuti di macchina da qui parte il trekking per Måtind: un percorso bellissimo, in alcuni tratti abbastanza esposto, quindi da evitare se soffri di vertigini. Ti porta ad affacciarti sulla Bleik Beach e sulle punte rocciose intorno, ed è uno di quei panorami che ti restano. Il parcheggio alla partenza del sentiero è gratuito, una rarità da queste parti.

Spiaggia bianca con acqua turchese alle Lofoten
Le spiagge caraibiche delle Lofoten

Andenes – Senja

Da Andenes prendiamo un traghetto di circa un’ora e mezza per Senja. È un’isola molto meno conosciuta rispetto alle Lofoten, ma è uno spettacolo della natura e merita di essere messa in itinerario. Puoi campeggiare gratis alla spiaggia di Ersfjord oppure scegliere uno dei tanti B&B sull’isola.

Noi scegliamo la salita al punto panoramico sulla cima di Segla, un costone di roccia che si insinua fra due fiordi e ricorda lo stile delle Dolomiti. Sono circa 4 km con 400 metri di dislivello, non esposto, quindi adatto anche a chi non ama le altezze.

Da lì ti consiglio di percorrere in macchina la strada panoramica che costeggia tutta la parte nord-ovest dell’isola, da Gryllefjord a Botnhamn. Fermati a Tungeneset per ammirare le punte del fiordo, alla Ersfjord Beach e al punto panoramico di Bergsbotn.

A mio parere Senja è l’isola più bella di tutto il viaggio, quindi non fartela scappare.

Punte rocciose di Tungeneset riflesse nell’acqua a Senja
Vista sui fiordi di Senja durante il trekking al Segla
Trekking nei pressi di Segla, Senja

Da Senja si torna sul continente attraverso un ponte e si prosegue verso Tromsø.

Per la notte ti consiglio il Sandnes Fjord Camping, un posto particolare dove, per una cinquantina di euro, puoi prenotare una piccola hytta (cabin) e accendere il fuoco dentro un tipico tipi lappone.

Tromsø

Tromsø è la città con più di 50.000 abitanti più a nord del mondo. Da qui in poi tutto quello che incontrerai sarà “il più a nord del mondo”: letteralmente qualunque cosa, al punto che a un certo punto diventa pure comico.

Onestamente, io te la sento di saltare. Non mi ha entusiasmata: la trovo molto turistica e le case in legno del centro storico sono ormai quasi tutte negozi di souvenir.

Tromsø - Capo Nord

Da Tromsø proseguiamo verso Capo Nord, scegliendo di non fermarci ad Alta. Attraversiamo il paesaggio spettacolare della Lapponia norvegese e ci capita di vedere branchi di renne al pascolo, fra le distese di verde e arancio che stanno virando ai colori dell’autunno. Ci fermiamo per la notte all’Olderfjord, in un iglù di vetro con bagno privato e una vista pazzesca, a 81 euro prenotabile su Airbnb.

Fiori rosa selvatici davanti a un fiordo nel nord della Norvegia
Il sole di mezzanotte sulla strada per Capo Nord

Capo Nord

È il grande giorno: andiamo a Capo Nord. La strada che porta al punto più a nord d’Europa è maestosa: si attraversano fiordi e valli passando dentro tunnel scavati nella roccia, che sembrano quasi grotte o miniere. In un paio d’ore arriviamo; il parcheggio e l’ingresso alla zona outdoor per macchina e due persone costano circa 17 euro.

L’ingresso al museo e al negozio di souvenir non è incluso e richiede un biglietto separato di 30 euro. A noi è sembrata una mossa molto turistica, e l’abbiamo saltata.

Ci aspetta una spianata a picco sul mare, dove c’è il famoso mappamondo che segna il punto di arrivo. Facciamo qualche foto, ci lasciamo prendere dall’emozione, e siamo già pronti a ripartire verso un punto ancora più a nord.

Salto di gioia davanti al globo di Capo Nord
Capo Nord: l’emozione di arrivare al punto più a nord d’Europa

Come, non siamo già al punto più a nord di tutti i punti a nord? Eh, in realtà no. Capo Nord è il punto più a nord raggiungibile in macchina, ma poco prima dell’area turistica c’è un parcheggio gratuito da cui parte un trekking di 9 km che ti porta a piedi al “vero” punto più a nord, circa un chilometro e mezzo oltre il Capo Nord turistico.

Il percorso è molto bello ma impegnativo: andata e ritorno sono 18 km, con 310 metri di dislivello concentrati sul ritorno e un sentiero fatto quasi solo di sassi. La vista dalla “fine del mondo” ripaga la fatica, ma serve un passo sicuro.

Scendiamo di nuovo verso sud e torniamo all’Olderfjord per l’ultima giornata del viaggio.

Una gemma nascosta: Trollholmsund

Un sentiero di 1,2 km, molto facile, ti porta su una lingua di sabbia che sembra più la Sardegna che la Norvegia, con punte di roccia che ricordano la Cappadocia ma che nelle leggende locali sono troll pietrificati.

Spiaggia e rocce di Trollholmsund in Lapponia norvegese
Trollholmsund: i troll pietrificati delle leggende norvegesi

È il posto perfetto per un pranzo al sacco prima di rientrare verso Alta, dove si chiude il viaggio.

Alta è punto di arrivo e di partenza per molti viaggiatori, conosciuta soprattutto per l’aurora boreale. Oltre a questo offre poco: un grande centro commerciale e l’aeroporto da cui si riparte.

Spero che questo itinerario possa ispirare il tuo prossimo viaggio. Se hai bisogno di altri consigli o vuoi togliere qualche dubbio, scrivimi pure una mail 😊. E come sempre, buon viaggio!

💛 Consiglio di Chiara

Se vuoi un itinerario personalizzato su questo posto, scrivimi: posso aiutarti a costruirlo dalla A alla Z con tutti i contatti locali che ho.

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